Da dove nasce il coro e la rassegna
(tratto da "Una memoria per la città" Carabba editore)
Il coro di Atessa è legato alla figura e all'opera del maestro Antonio Di Jorio, che ha sempre cercato di promuovere, anche attraverso l'indispensabile e valido contributo del non mai tanto compianto suo nipote Luzio Di Jorio, la formazione di una corale atessana.
Nel 1949 fu riorganizzato un gruppo corale di circa cento elementi; a prepararlo e a dirigerlo fu chiamato lo stesso Maestro, che compose per quella circostanza "Paese me". Il coro debuttò in Atessa, a conclusione delle feste patronali di mezz'agosto, di fronte ad una folla numerosa ed entusiasta. Tornarono allora a riecheggiare i motivi di "Mamma", "La bbanda di zi' Nicò", "Ahh! Ciccì" ed altri, che ebbero larga diffusione tra le nuove generazioni.
L'anno successivo lo stesso coro, arricchito nell'organico e nel repertorio, oltre che in Atessa si esibì a Pescara in occasione della festa di S. Cetteo, riportando grande successo, e in seguito non mancò quasi mai di allietare le feste paesane anche dei paesi circonvicini, partecipando alle manifestazioni più svariate.
Nel 1961/62 esso fu il punto di forza della partecipazione atessana al concorso della "Conca d'Argento", organizzato dalla RAI di Pescara, in cui Atessa ottenne il secondo posto superata di un soffio da Castel di Sangro. Allora il coro fu diretto dal maestro Antonio Cecere dei Padri Oblati.
Successivamente la bacchetta passò ancora nelle mani del maestro Di Jorio e il coro si avvalse anche della partecipazione del dott. Lino Di Nenno, che vi portò il brio delle macchiette e degli sketch in vernacolo atessano attinti dalla vena paterna.
Agli inizi degli anni '70, valorizzando l'iniziativa di Suor Adriana Recinella, che aveva formato un piccolo gruppo corale, l'Associazione Pro-Loco diede impulso alla creazione di un vero e proprio coro folkloristico, che, passato più tardi sotto la direzione di Don Lino De Ritis e denominatosi "Giovani Voci Dijoriane" su suggerimento dello stesso Maestro, continua tuttora a portare sulle piazze d'Abruzzo e d'Italia le immortali melodie del musicista atessano.
Ma le prime origini del coro di Atessa si possono far risalire addirittura agli anni '20 e fu proprio Antonio Di Jorio a propiziarne la nascita. Ne fa fede la seguente lettera inviata recentemente dalla figlia Pasquina a Don Lino De Ritis, che le chiedeva notizie in merito:
Rimini, 23/4/80
Carissimo Don Lino,
rispondo subito a ciò che mi ha chiesto. Un po' faticosamente ho attinto qualche notizia da papà: mi ha detto tutto ciò che ricordava ed è fatica, anche per i più giovani, ricordare cose tanto antiche, anche perché non si hanno documenti.
A detta di papà, dunque, il primo coro organizzato in forma stabile e continuativa è il suo (Le "Giovani Voci Dijoriane ", n. d. r.).
Le prime canzoni - "Caruline' "Oilì! Oilà!", "Dindò" - furono propagandate dai bandisti del concerto atessano diretto da papà: parte dei suonatori, in maniera un po' improvvisata, cantavano accompagnati dagli altri suonatori; questi canti furono diffusi in tutte le località dove la banda prestava servizio e durante l'audizione venivano venduti foglietti volanti con la stampa dei versi.
Questo negli anni '19-'20 circa. Poi nel '22, a Lanciano, un certo avvocato D'Ovidio, che era stato compagno di scapigliatura di papà a Napoli, organizzò una manifestazione corale folk, diretta da papà. Il successo fu tale che un certo Zopito Valentini, di Loreto Aprutino, volle organizzare qualche cosa di simile a Pescara, nella parte della città detta allora Castellammare, in occasione della Settimana Abruzzese, presente Mussolini. Alla manifestazione parteciparono il coro di Atessa diretto da Di Jorio e quello di Ortona diretto da Albanese. Poi papà andò a Ripatransone, quindi ad Atri, a Chieti, ad Atessa e a Rimini, e bisogna arrivare al secondo dopoguerra per risentire dei grandi buoni con organizzati nel giro di 15 o 20 giorni, quando lui tornava apposta in Atessa per queste manifestazioni canore [...]
Papà starebbe bene se non fosse per le gambe molto deboli; lo spirito è sempre in gamba. Quando lei scrive e manda notizie del coro, ci fa sempre un grande piacere: papà legge tanto volentieri le sue lettere! Egli la esorta a continuare nella sua attività musicale per il buon nome di Atessa. Fa bene a migliorare i costumi, che hanno una grandissima importanza spettacolare, cosa da non trascurarsi oggi.
Aff.ma Pasquina
Si ringrazia la casa editrice Carabba e in particolare il Foto Club "Il Diaframma", per aver salvato memorie che ogni atessano dovrebbe far proprie, e che senza il loro impegno, rischiavano di perdersi nel tempo.
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